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Con i suoi 900 m d’altitudine
Bajardo è il comune più elevato della zona, non a caso è detto
anche “Il Terrazzo sulle Alpi”, grazie al suo panorama
mozzafiato sulle Alpi liguri e francesi da una parte e il mare
dall’altra.
Storia e leggenda si incrociano in
questo grazioso paesino arroccato: la leggenda vuole infatti che
Bajardo fosse il nome del cavallo del
paladino Rinaldo il
quale sostò su questo colle di raro fascino.
Ma la collina di Bajardo assunse un'importanza religiosa già
durante l'Età del Ferro
(X sec. a.C.) divenendo luogo di culto dei
Druidi, sacerdoti
celti.

La parte più interessante del
paese è quella alta. Lì si trovano i resti della Chiesa di San
Nicolò, sorta sulle vestigia di un antico tempio pagano sacro al
dio Abelio e distrutta da un devastante terremoto. La mattina
del 27 febbraio 1887, mentre tutta la popolazione era in chiesa
a ricevere le ceneri del mercoledì santo, la terra tremò e il
tetto della chiesa crollò sulle gente di Bajardo, decimandola.
Oggi niente sembra essere stato toccato. La chiesa è ancora
priva di tetto, con i muri perimetrali intatti, ciò che resta di
un altare in pietra e un manto erboso al posto del pavimento.
Da non perdere sono anche: la Porta dei Saraceni in pietra locale,
l’Oratorio di San Salvatore che custodisce un prezioso polittico
del 1500 raffigurante la Trasfigurazione di Emanuele Maccario,
la caratteristica via Portaro Piano e infine, poco fuori dal
paese in direzione nord, la chiesa romanica di San Gregorio
dell’XI sec.
Eventi culturali:
- Festa della Ra Barca, è una delle più sentite del
paese e si celebra nel giorno della
Pentecoste. Nell'occasione viene eretto tramite la sola
forza delle braccia, dai giovani ragazzi del paese, un
albero di
pino abbattuto la notte precedente e trasportato nel
centro del paese. Il fusto simboleggia un albero maestro di
una nave. La domenica successiva l'albero, come
simbolo di buona sorte e felicità, viene battuto all'asta al
miglior offerente.
Questa festa trae origine da un avvenimento che risale al
periodo delle repubbliche marinare. Si narra che il Conte
del paese, Conte Rubino, avesse, con la
Repubblica di Pisa, un florido commercio di legname
proveniente dai boschi del Toraggio, del
Bignone e del Ceppo. Tre dignitari Pisani, giunti in
paese per verificare il carico, si innamorarono delle tre
figlie del Conte: cominciò quindi una frequentazione
contrastata, che culminò con l'allontanamento furtivo, da
parte della figlia più giovane, Angelina, dalla casa paterna
per incontrare nottetempo, in quello che ancor oggi è noto
come "Viale degli Innamorati", il giovane amato, in partenza
per Pisa. Decisero quindi di fuggire e recarsi nella rada
sanremese, dove le navi pisane stavano per salpare, ma il
Conte, venutolo a sapere, li inseguì armato di spada e,
raggiunti al passo Ghimbegna in località Pian Chissora
(nome derivante dal commento dei marinai preoccupati dalla
reazione del conte: "chissà ora!") decapitò la figlia con un
solo colpo. La leggenda narra che gli abitanti di Bajardo
prelevarono il corpo della giovane, lo avvolsero in un manto
bianco, e lo trasportarono fin sul piazzale del castello.
Ancora oggi si inscena una tragedia su questi eventi, che
(in ligure) recita
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« "u
prio colpu che u ghè n'ha dau, / a testa en terra g'ha
tumbau... / I l'han pigliaita e embrucà an t'in manté /
e purtaita en ciazza ru casté". » |
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« al
primo colpo che le ha dato / la testa è caduta in
terra... / Loro l'hanno presa e avvolta in un mantello /
e portata nella piazza del castello. » |
Ristoranti
Jolanda 0184 673017
Locanda Casa del Ghiro Sveglio
0184 674012
(Vegetariano)
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